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Le radici dell’Albero di luce

novembre 26, 2009

Un breve excursus sulle Avanguardie: l’arte cinetica e programmata, il MID – Movimento Immagine Dimensione – raccontata in un video esclusivo da Marco Meneguzzo, curatore indipendente e docente all’Accademia di Belle Arti di Brera.




Oggi si parla sempre di più – complice lo sviluppo del web 2.0 che vede un crescente ruolo degli utenti-fruitori come autori capaci di generare contenuti – di interazione e multimedialità nell’arte, forse dimenticando che sull’argomento è già stato fatto e detto qualcosa in tempi non sospetti.
Negli anni cinquanta e sessanta l’arte cinetica e programmata introduce il movimento nell’opera artistica e il concetto di un rapporto attivo fra l’opera d’arte e lo spettatore.
Diverse sono le denominazione attribuite a questa corrente. Con Arte cinetica si intese sottolineare, fin dall’inizio, il tema del movimento dell’opera; con Arte visuale si pose invece l’accento sulla visualità strutturata in una dimensione sperimentale; con Arte gestaltica si rimanda alle modalità della fruizione dell’oggetto artistico da parte dell’osservatore, basandosi sopratutto sugli studi di Rudolph Arnheim. Infine con l’arte programmata si approfondisce l’aspetto etico complessivo dell’arte, del suo farsi e suo organizzarsi; in questo senso rappresenta un momento storico nodale, poichè l’operazione creativa viene definitivamente a perdere ogni componente spiritualistica che, nonostante tutto, aveva caratterizzato quasi tutte le avanguardie storiche e perciò conquistando una precisa configurazione laica, antiromantica ed antimetafisica. In Italia si formano così diversi Gruppi: a Padova nel 1959 il Gruppo N (Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi, Manfredo Massironi), a Milano nel 1959 il Gruppo T (Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Grazia Varisco) e poi nel 1964 il Gruppo MID, tanto per citarne solo alcuni
Il Gruppo MID – Movimento Immagine Dimensione – composto da Antonio Barrese, Alfonso Grassi, Gianfranco Laminarca e Alberto Marangoni, si forma a Milano nel 1964, presentandosi al pubblico l’anno seguente, e si inserisce all’interno della storia dell’arte programmata. In questo video contributo, Marco Meneguzzo, curatore indipendente e docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, offre una testimonianza sulla ricerca di Antonio Barrese, protagonista del MID e di una fase propulsiva e rivoluzionaria nella storia dell’arte, che ha certamente influito su molte tendenze di oggi.

2 commenti leave one →
  1. novembre 28, 2009 4:26 pm

    In una delle prime interviste rilasciate da Armando Maradona, si scrisse che il calciatore, da bambino, si allenava ai palleggi del tinello di casa sua, riuscendo a farne fino a 5000 di seguito. Un numero esagerato, frutto di un errore del linotipista: il calciatore aveva raccontato di 500 palleggi consecutivi!
    Siccome i giornalisti, in genere, scrivono i loro articoli attingendo alle notizie d’archivio, i 5000 palleggi furono più volte ripetuti e confermati, tanto che, alla fine, lo stesso Maradona cominciò a parlare di procaci e prodigiose capacità di palleggio, ed egli stesso confermò i mitici 5000…
    Anch’io dovrò adattarmi a sostenere che MID significava “Movimento Immagine Dimensione”.
    Purtroppo questo sciogliersi dell’acronimo è errato, probabilmente perché è quello che immediatamente viene in mente pensando a un gruppo che si dedicava all’Arte Cinetica e Programmata (Cinetica = Movimento).Il primo a commettere l’errore, credo sia stato Giulio Carlo Argan, e in seguito in molti lo hanno ripetuto.
    MID, invece, significava. MUTAMENTO Immagine Dimensione, che è una dichiarazione poetica e non la didascalia di un modo di fare.
    Scusate la pignoleria.

    • federico permalink
      dicembre 13, 2009 9:53 pm

      Il mio è stato un refuso o forse un lapsus freudiano artistico, chissà…movimento invece di mutamento…se comunque il primo a commettere l’ingiuria è stato Argan, mi sento in buona compagnia. Mutamento è decisamente più poetico di un movimento!

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